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LEGITTIMO AFFIDAMENTO DEL PRIVATO VERSO LA P.A.

T.A.R. Piemonte-Torino, Sez. II^, sentenza 8 giugno 2017, n° 713
La sentenza qui pubblicata tratta la tematica dell’affidamento riposto dalla parte privata nei confronti dei provvedimenti assunti dalla P.A., con particolare riguardo agli atti di autotutela mediante i quali la P.A. annulla, revoca o ritira propri precedenti provvedimenti. Può, dunque, accadere che il ritiro di provvedimenti, soprattutto se favorevoli alla parte privata o ampliativi, determini pregiudizi o danni che possono dar luogo a domanda di risarcimento determinata dagli atti di ritiro e, comunque, dal comportamento dell’Amministrazione.

L’INDENNIZZO PER L’ACQUISIZIONE POSTUMA E’ CALCOLATO ALL’ATTUALITA’

Sentenza Corte Costituzionale n° 71/2015 del 30 aprile 2015
Nell’ambito della sentenza qui pubblicata e già commentata in altri articoli del sito, la Corte Costituzionale ha affermato che non aveva fondamento il dubbio di costituzionalità sollevato dai Giudici remittenti (tra cui le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione), secondo il quale l’indennizzo ex art. 42 bis sarebbe stato qualificato debito “di valuta” e non “di valore”, in difformità rispetto ad altre previsioni in materia espropriativa.

ANCHE LA SEGNALAZIONE ALLA CORTE DEI CONTI “SALVA” L’ART. 42 BIS T.U. ESPROPRIAZIONI

Sentenza Corte Costituzionale n° 71/2015 del 30 aprile 2015
Tra le ragioni che hanno indotto la Corte Costituzionale a “salvare” l’art. 42 bis del D.P.R. n° 327/2001 (pur con una sentenza “interpretativa di rigetto” che limita notevolmente i casi e le condizioni di applicabilità della norma) vi è quella che, una volta riconosciuto l’indennizzo maggiorato che al privato dev’essere corrisposto per l’illecita occupazione e trasformazione, l’Autorità che emana il provvedimento di acquisizione

LIMITI E CRITERI PER L’APPLICAZIONE DELLA NUOVA “ACCESSIONE INVERTITA”

Sentenza Corte Costituzionale n° 71/2015 del 30 aprile 2015
Molti si aspettavano, come abbiamo riferito in altro articolo di questo sito, la dichiarazione di incostituzionalità dell’art. 42 bis T.U. Espropriazioni introdotto, com’è noto, dall’art. 34 comma 1 della Legge n° 111/2011 in sostituzione dell’art. 43 stesso T.U. che, pochi mesi prima, era stato dichiarato incostituzionale dalla Corte.

LA CORTE COSTITUZIONALE SALVA L’ART. 42 BIS TESTO UNICO ESPROPRIAZIONI

Corte Costituzionale, sentenza n° 71 del 30 aprile 2015
Era molto attesa la sentenza della Corte Costituzionale sull’art. 42 bis del Testo Unico delle Espropriazioni, cioè sulla norma che consente alla Pubblica Amministrazione di acquisire “in sanatoria” beni privati che ha occupati e trasformati illegittimamente. Anche questo Studio, che patrocina diverse cause in materia di espropriazione per pubblica utilità, indennizzi, pagamenti e risarcimento dei danni, aveva prospettato innanzi al Giudice Amministrativo l’opportunità di rimettere alla Corte la questione della costituzionalità di tale norma