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Articoli della materia: professioni

ILLEGITTIMITA’ DELLE MAXI GARE

Consiglio di Stato, Sez. V^, sentenza 26 giugno 2017, n° 3110
La fattispecie trattata da questa sentenza del Consiglio di Stato è assai interessante e dalla medesima possono trarsi importanti principi per la corretta azione amministrativa.
Veniva in campo una maxi gara del valore di 23.000.000,00 € ove ai professionisti che avrebbero potuto partecipare veniva richiesto un limite di fatturato minimo annuo estremamente elevato, tale per cui la grande parte dei possibili partecipanti veniva esclusa da qualsiasi prospettiva di concorrere. Il Consiglio di Stato ha innanzitutto affermato che un avviso di gara così predisposto è.

PUBBLICITA’ E PROFESSIONE DI AVVOCATO

Consiglio di Stato, Sez. VI^, sentenza 22 marzo 2016, n° 1164
Nell’ottobre 2014 al Consiglio Nazionale Forense è stata irrogata una sanzione amministrativa dall’Antitrust a causa di due decisioni assunte dal medesimo C.N.F. che avevano l’effetto di comprimere l’autonomia degli avvocati sia per quanto concerne la diffusione di informazioni (di stampo sostanzialmente pubblicitario) sulla propria attività professionale, sia relativamente al vincolo inerente i minimi tariffari.

RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA E CORTE DEI CONTI

Tribunale di Padova, Sez. II^ civile, sentenza 16 febbraio 2016, n° 598
Nel procedimento definito con la sentenza qui pubblicata, nel quale un Avvocato dello Studio difendeva un’Amministrazione Comunale, il Giudice ha accolto l’opposizione del Comune e revocato il Decreto Ingiuntivo che un Avvocato aveva ottenuto nei confronti del Comune stesso per il pagamento di prestazioni professionali che gli erano state conferite dal Sindaco di quel Comune personalmente -il conferimento è ancor degli inizi del decennio scorso- e non attraverso regolari deliberazioni d’incarico ed impegni di spesa, sul presupposto di reali e dimostrate necessità dell’Ente.

IL COMPENSO DELL’AVVOCATO E’ LEGATO ALL’ESITO DELLA PRESTAZIONE

Ordinanza Cassazione Civile n° 2863/2014 del 7 febbraio 2014

La Corte di Cassazione civile con l’Ordinanza qui pubblicata afferma un principio che già aveva sostenuto nella sentenza n° 4681/2013 e cioè quello secondo cui il compenso dell’avvocato è legato anche al risultato conseguito dal Cliente e comunque alle utilità che questi abbia tratte dall’opera professionale, e dall’esito della lite se si tratta di una prestazione in sede giudiziaria. La pronuncia si distacca così dall’insegnamento tradizionale secondo cui la prestazione dell’avvocato era unicamente di mezzi e non di risultato. Oggi,pertanto, l’esito della pratica condiziona quantomeno una parte delle spettanze del Legale ed anche gli accordi economici che possono intervenire tra avvocato e cliente, correttamente, debbono comprendere un elemento legato al risultato.