contratti

Articoli della materia: contratti

GARA PUBBLICA OBBLIGATORIA PER I PARCHEGGI DEGLI AEROPORTI

T.A.R. Veneto, Sez. I^, sentenza 23 agosto 2017, n° 797
Importante sentenza del T.A.R. Veneto sulla questione di cui all’oggetto -in causa patrocinata dall’Avv. Massimo Carlin e seguita da questo Studio- e cioè quella concernente l’obbligo di indizione, in base alla normativa comunitaria e nazionale, di una gara pubblica aperta a tutti gli Operatori del settore per l’affidamento in subconcessione di spazi a parcheggio entro il perimetro demaniale aeroportuale. La Società concessionaria esclusiva statale dell’aeroporto aveva costituito una s.r.l., a totale partecipazione della Concessionaria, per gestire i parcheggi, con giro d’affari ed utili annuali assai rilevanti, e l’affidamento era avvenuto in via diretta, senza gara o confronto concorrenziale, per un periodo addirittura ventennale e con proroga disposta già a causa pendente.

VARIANTI URBANISTICHE E PERCENTUALE DEL MAGGIOR VALORE AL COMUNE

Corte Costituzionale, sentenza 17 luglio 2017, n° 209
La Corte Costituzionale ha affrontato un tema estremamente attuale di questi tempi e cioè quello relativo alle varianti urbanistiche negoziate tra la parte proponente e l’Ente pubblico, a seguito delle quali si generi “maggior valore” sulle aree o immobili che ne sono riguardati, “maggior valore” che “è suddiviso in misura non inferiore al 50% tra il comune e la parte privata ed è erogato da quest’ultima al comune stesso sotto forma di contributo straordinario” (art. 16 comma 4 lett. d ter) D.P.R. n° 380/2001, come inserito dal D.L. n° 133/2014).

LINEA DI DEMARCAZIONE DEL DEMANIO MARITTIMO

Corte d’Appello di Venezia, Sez. II^, sentenza 28 aprile 2017, n° 814
La Corte d’Appello di Venezia, non definitivamente pronunciando nella causa in materia di demanio marittimo, di linea di demarcazione e di rapporti con la proprietà privata, ha stabilito che il privato proprietario per regolare atto notarile trascritto deve soggiacere ad una preesistente linea di demarcazione estesa ex art. 32 Cod. Nav., non trascritta ai Pubblici Registri e perciò non conoscibile.

OBBLIGO DI REALIZZAZIONE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE

Tribunale di Vicenza, sentenza art. 281 sexies Cod. Proc. Civ. 11 aprile 2017, n° 1377
La sentenza qui pubblicata è stata pronunciata nell’ambito di una controversia patrocinata, per la Società attrice, dall’Avv. Massimo Carlin, relativa all’obbligo contrattuale di realizzare integralmente le opere di urbanizzazione, obbligo assunto dalla parte venditrice nei confronti dell’acquirente ed entro il perimetro di un Piano Urbanistico Attuativo comunale.

ESPROPRIAZIONE, OCCUPAZIONE E DETERMINAZIONE DEL VALORE DELLE AREE

Corte di Cassazione, Sez. I^ civile, ordinanza 30 maggio 2017, n° 13532
In relazione ad una fattispecie di espropriazione per pubblica utilità la Corte di Cassazione ha analizzato le modalità di determinazione del valore delle aree interessate, facendo riferimento al “metodo sintetico – comparativo” e al “metodo analitico – ricostruttivo” quali modalità alternative, e parimenti valide, di determinazione del valore.

L’ACQUISIZIONE SANANTE NON DEV’ESSERE UNA SCORCIATOIA PER LA P.A.

T.A.R. Calabria-Catanzaro, Sez. II^, 2 febbraio 2016, n° 173
A seguito di una lunga controversia che ha visti opposti i proprietari di alcuni immobili da anni occupati arbitrariamente dal Comune per la realizzazione di opere di pubblico interesse, il T.A.R. ha emesso la sentenza qui pubblicata, con la quale ha annullato gli atti di acquisizione sanante dichiarando che la proprietà è ancora in capo ai privati, pur essendo le opere già esistenti da tempo e l’occupazione perdurando da oltre un decennio.

ESPROPRIAZIONE ED USUCAPIONE: POSSONO CONVIVERE?

Sentenza T.A.R. Lombardia, Sezione III^, 4 maggio 2015, n° 1089
Il T.A.R. Lombardia torna sulla questione, già affrontata in precedenti pubblicazioni in questo sito, della possibilità per la P.A., di sostenere l’intervenuta usucapione di un’area interessata da opere pubbliche come modalità di acquisto del sedime alternativo alla corretta conclusione della procedura espropriativa

CONTESTAZIONE SULLA MANCANZA DI COPERTURA FINANZIARIA NEGLI ESPROPRI

Sentenza T.A.R. Campania, Sezione V^, 6 maggio 2015, n° 2503
Nella vicenda trattata dalla sentenza appena indicata i privati che avevano subito l’espropriazione hanno contestato gli atti relativi, affermando che sarebbero illegittimi per mancanza della copertura finanziaria, cioè della dotazione di bilancio idonea e sufficiente per realizzare l’opera pubblica prospettata.