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Articoli della materia: dia-scia

S.C.I.A. E AUTOTUTELA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Corte Costituzionale, sentenza 9 marzo 2016, n° 49
La Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità di una norma di legge della Regione Toscana in materia di governo del territorio con la quale veniva consentito all’Amministrazione di adottare provvedimenti inibitori e sanzionatori nei confronti dell’attività edilizia posta in essere con S.C.I.A. anche dopo il termine dei trenta giorni previsto dai commi 3 e 4 dell’art. 19 della Legge n° 241/1990 e senza incardinare l’intervento amministrativo nell’ambito dell’esercizio dell’autotutela, regolato da precise norme generali.

AMPLIAMENTO, MODIFICA DELLA SAGOMA E RISTRUTTURAZIONE

T.A.R. Puglia-Lecce, Sez. III^, sentenza 3 febbraio 2016, n° 233
La sentenza qui pubblicata torna sulla questione della distinzione tra ristrutturazione edilizia e nuova costruzione, anche alla luce delle varie modifiche intervenute nel testo legislativo in questi anni. Perchè si abbia ristrutturazione occorre la conservazione della struttura fisica precedente, ovvero che la stessa struttura fisica venga in tutto sostituita, ma comunque con rispetto di volumetria e sagoma della costruzione precedente.

INTERVENTI EDILIZI, ATTIVITA’ EDILIZIA LIBERA E CONSENSO DEL CONDOMINIO

T.A.R. Campania-Napoli, Sez. VIII^, sentenza 26 febbraio 2016, n° 1077
Nella pronuncia qui pubblicata il Tribunale ha compiuto un excursus sugli interventi edilizi ritenuti “liberi” in base all’art. 6 del D.P.R. n° 380/2001, con particolare riguardo alla manutenzione straordinaria, dichiarando illegittima la sanzione comminata dal Comune ai sensi dell’art. 37 del Testo Unico Edilizio che è riferita solo all’assenza di D.I.A. o S.C.I.A. mentre qui, per l’appunto, l’attività era libera.

INTERVENTI NEI SOTTOTETTI, DESTINAZIONE D’USO E NORME ANTISISMICHE

Sentenza Corte di Cassazione, Sez. III^ penale, 15 aprile 2015, n° 15429
La vicenda esaminata dalla sentenza concerne la trasformazione in vano abitabile del sottotetto di pertinenza di un’abitazione sita in zona sismica ed effettutata senza il preventivo deposito dei progetti all’Autorità competente.

L’INSTALLAZIONE DI UNA TENDA DA SOLE E’ ATTIVITA’ EDILIZIA LIBERA

Sentenza T.A.R. Molise, sentenza 4 maggio 2015, n° 181
La sentenza qui pubblicata ha annullato l’ordine di demolizione della struttura di supporto di una tenda, pur di una certa ampiezza, emanato da un Comune sul presupposto che per tale intervento fosse necessario il permesso di costruire, invece mancante.

D.I.A., S.C.I.A. E ORDINE DI DEMOLIZIONE DEL “NULLA”

Sentenza T.A.R. Friuli Venezia Giulia n° 62/2014 del 21 febbraio 2014

Lo Studio ha seguito presso il T.A.R. Friuli Venezia Giulia il ricorso di un proprietario di una casa in corso di costruzione che aveva proposto delle modifiche all’originario progetto di intervento mediante D.I.A. e si era visto rifiutare questa Denuncia di Inizio di Attività perché il Comune sosteneva che quelle variazioni avrebbero dovuto essere apportate con permesso di costruire in variante. Successivamente il Comune ha emanato Ordinanza di demolizione di quanto realizzato sulla base della D.I.A. ed anche esposto segnalazione in sede penale nei riguardi del proprietario costruttore.

MANUFATTI LEGGERI E TITOLO EDILIZIO

Sentenza Cassazione penale n° 9268 del 26 febbraio 2014

La Corte di Cassazione penale ha affermato, con la recente sentenza qui allegata, che dopo la modificazione del Testo Unico dell’Edilizia in tema di interventi di nuova costruzione da parte dell’art. 41 comma IV° del Decreto Legge n° 69/2013, convertito nella Legge n° 98/2013 -mediante il quale i manufatti leggeri anche prefabbricati destinati a soddisfare esigenze meramente temporanee sono stati esclusi dal concetto di interventi di nuova costruzione e quindi, per essi, non è necessario il permesso di costruire- occorre comunque che questi prefabbricati, ancorchè siano ancorati al suolo e dunque abbiano una loro solidità e inerenza con il territorio ove si trovano, vengano poi in concreto smontati alla cessazione delle esigenze temporanee che ne hanno motivata l’installazione. Occorre, quindi, una verifica in concreto tanto sulla rispondenza di quelle esigenze temporanee al concetto che la Giurisprudenza da tempo ha elaborato sul tema, quanto la materiale rimozione al termine della transitorietà della struttura stessa da parte del Soggetto che la ha installata.