diritti reali

Articoli della materia: diritti reali

INDENNITA’ PER ESPROPRIAZIONE PARZIALE DI UN BENE IMMOBILE

Corte di Cassazione, Sez. I^ civile, sentenza 15 giugno 2017, n° 14891
Quando si sia in presenza di un procedimento espropriativo che non investa la complessiva proprietà del Soggetto colpito, ma interessi solo una parte, anche se rilevante, determinando così la sussistenza di un residuo che viene diminuito nel suo intrinseco valore, deve farsi applicazione, in sede di determinazione dell’indennità, dell’art. 33 del Testo Unico Espropriazioni n° 327/2001.

LINEA DI DEMARCAZIONE DEL DEMANIO MARITTIMO

Corte d’Appello di Venezia, Sez. II^, sentenza 28 aprile 2017, n° 814
La Corte d’Appello di Venezia, non definitivamente pronunciando nella causa in materia di demanio marittimo, di linea di demarcazione e di rapporti con la proprietà privata, ha stabilito che il privato proprietario per regolare atto notarile trascritto deve soggiacere ad una preesistente linea di demarcazione estesa ex art. 32 Cod. Nav., non trascritta ai Pubblici Registri e perciò non conoscibile.

SOPRAELEVAZIONE E DISTANZE LEGALI

Suprema Corte di Cassazione, Sez. II^ civile, sentenza 26 aprile 2017, n° 10302
La Corte di Cassazione torna sull’argomento del rispetto delle distanze legali, dai confini o tra fabbricati, ad opera delle costruzioni edilizie realizzate in sopraelevazione. Il caso classico è quello della costruzione preesistente che si trovi a distanza non legale dal confine o dai fabbricati, per vecchie conformazioni mai contestate e non più contestabili, e venga poi ampliato in sopraelevazione mantenendo la stessa distanza inferiore del precedente manufatto. Spesso i Soggetti che richiedono l’ampliamento ritengono, o sono indotti a ritenere anche da normative locali, che sia possible la prosecuzione della costruzione sulla vecchia linea inferiore.

STRADE VICINALI E DIRITTO DI USO PUBBLICO

T.A.R. Lombardia-Milano, Sez. III^, sentenza 11 marzo 2016, n° 507
La sentenza qui pubblicata torna, in termini estremamente chiari, su tema assai rilevante e di attualità che è quello dei presupposti e delle condizioni affinchè una strada, anche se di proprietà privata, possa dirsi gravata da diritto di uso pubblico e perciò qualificata come “vicinale“, col conseguente obbligo per il Comune di concorrere alla sua manutenzione. La sentenza enuncia i seguenti principi “affinché il diritto di uso pubblico della strada possa ritenersi sussistente occorre che il bene privato sia idoneo ed effettivamente destinato al servizio di una collettività indeterminata di soggetti considerati uti cives“.

DENUNCIA DI NUOVA OPERA E DISTANZE TRA FABBRICATI

Tribunale di Udine, Sez. civile, ordinanza 5 febbraio 2016
Con l’Ordinanza che pubblichiamo il Tribunale di Udine ha vietato la prosecuzione di lavori edilizi autorizzati da un Comune con permesso di costruire in quanto gli stessi si collocavano a distanza inferiore, rispetto a un edificio residenziale già esistente, da quella minima (10 metri) imposta dall’art. 9 del D.M. n° 1444/1968. Trattasi di edificio che viene innalzato di tre piani rispetto al preesistente, previamente demolito. Il provvedimento è senz’altro condivisibile perchè ribadisce il rango legislativo, equiparato alla legge, del D.M. n° 1444/1968 e le finalità di tutela della salubrità e sicurezza proprie del D.M. medesimo, ragione per la quale le norme locali cedono, se difformi, rispetto al suo dettato.

L’OCCUPAZIONE SENZA TITOLO NON DETERMINA USUCAPIONE

T.A.R. Sicilia-Palermo, Sez. III^, sentenza 10 febbraio 2016, n° 383
Di fronte alla domanda giudiziale di restituzione degli immobili illecitamente occupati dall’Amministrazione, presentata dal proprietario degli stessi, il Comune ha sostenuto che l’occupazione protratta nel tempo poteva aver prodotto l’effetto traslativo in suo favore per effetto dell’istituto dell’usucapione.

COSTITUZIONALITA’ DELLA NORMATIVA SUL “CONDHOTEL”

Corte Costituzionale, sentenza 14 gennaio 2016, n° 1
In sede di conflitto di attribuzioni una Provincia autonoma ha impugnato di fronte alla Corte Costituzionale l’art. 31 del D.L. n° 133/2014, convertito in L. n° 164/2014, nella parte in cui questo, con l’intento di diversificare l’offerta turistica e di riqualificare gli esercizi alberghieri esistenti.

INTERVENTI EDILIZI, ATTIVITA’ EDILIZIA LIBERA E CONSENSO DEL CONDOMINIO

T.A.R. Campania-Napoli, Sez. VIII^, sentenza 26 febbraio 2016, n° 1077
Nella pronuncia qui pubblicata il Tribunale ha compiuto un excursus sugli interventi edilizi ritenuti “liberi” in base all’art. 6 del D.P.R. n° 380/2001, con particolare riguardo alla manutenzione straordinaria, dichiarando illegittima la sanzione comminata dal Comune ai sensi dell’art. 37 del Testo Unico Edilizio che è riferita solo all’assenza di D.I.A. o S.C.I.A. mentre qui, per l’appunto, l’attività era libera.

DISTANZA TRA FABBRICATI E STABILE INFISSIONE AL SUOLO

Corte di Cassazione, Sez. II^ civile, sentenza 17 novembre 2015, n° 23504
La Corte di Cassazione afferma che l’art. 9 del D.M. 24/1968 n° 144 prescrivendo in tutti i casi la distanza minima assoluta di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti impone ai Comuni di recepire questi limiti edilizi nella formazione e nella revisione degli strumenti urbanistici.