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Articoli della materia: opere

INDENNITA’ PER ESPROPRIAZIONE PARZIALE DI UN BENE IMMOBILE

Corte di Cassazione, Sez. I^ civile, sentenza 15 giugno 2017, n° 14891
Quando si sia in presenza di un procedimento espropriativo che non investa la complessiva proprietà del Soggetto colpito, ma interessi solo una parte, anche se rilevante, determinando così la sussistenza di un residuo che viene diminuito nel suo intrinseco valore, deve farsi applicazione, in sede di determinazione dell’indennità, dell’art. 33 del Testo Unico Espropriazioni n° 327/2001.

RISARCIMENTO DEL DANNO DA OPERE PUBBLICHE

Corte di Cassazione, Sez. Unite Civili, ordinanza 13 luglio 2017, n° 17324
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, in sede di regolamento di giurisdizione, hanno compiuto un’importante distinzione tra i “comportamenti materiali” posti in essere nell’esecuzione di un’opera pubblica, o comunque nell’adempimento di un pregresso provvedimento amministrativo, e le scelte che invece attengono alla discrezionalità della P.A. nell’individuazione dell’opera e sulle sue caratteristiche, o nell’esplicitazione dell’interesse pubblico perseguito.

OBBLIGO DI REALIZZAZIONE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE

Tribunale di Vicenza, sentenza art. 281 sexies Cod. Proc. Civ. 11 aprile 2017, n° 1377
La sentenza qui pubblicata è stata pronunciata nell’ambito di una controversia patrocinata, per la Società attrice, dall’Avv. Massimo Carlin, relativa all’obbligo contrattuale di realizzare integralmente le opere di urbanizzazione, obbligo assunto dalla parte venditrice nei confronti dell’acquirente ed entro il perimetro di un Piano Urbanistico Attuativo comunale.

STRADE VICINALI E DIRITTO DI USO PUBBLICO

T.A.R. Lombardia-Milano, Sez. III^, sentenza 11 marzo 2016, n° 507
La sentenza qui pubblicata torna, in termini estremamente chiari, su tema assai rilevante e di attualità che è quello dei presupposti e delle condizioni affinchè una strada, anche se di proprietà privata, possa dirsi gravata da diritto di uso pubblico e perciò qualificata come “vicinale“, col conseguente obbligo per il Comune di concorrere alla sua manutenzione. La sentenza enuncia i seguenti principi “affinché il diritto di uso pubblico della strada possa ritenersi sussistente occorre che il bene privato sia idoneo ed effettivamente destinato al servizio di una collettività indeterminata di soggetti considerati uti cives“.

IL GIUDICE NON PUO’ DISCOSTARSI DALLA C.T.U. SENZA MOTIVAZIONE ADEGUATA E DETTAGLIATA

Corte d’Appello di Trieste, Sez. I^ civile, sentenza 17 dicembre 2015, n° 749
La Corte d’Appello di Trieste con la sentenza qui pubblicata, nell’accogliere l’impugnazione formulata dall’Avv. Massimo Carlin per conto di un Comune, ha riformato la sentenza del Tribunale che aveva rigettata la domanda di condanna nei confronti di un’Impresa esecutrice e di un Direttore dei Lavori per opere mal eseguite su struttura pubblica.

ANCORA SULLE TORMENTATE VICENDE DELL’ACQUISIZIONE SANANTE

Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, sentenza 9 febbraio 2016, n° 2
L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con la sentenza qui pubblicata è intervenuta su profilo particolare dell’acquisizione sanante e cioè quello attinente la possibilità per il Commissario ad acta nominato nell’ambito di un procedimento di esecuzione del giudicato, di emanare il provvedimento ex art. 42 bis, che risulta per sua natura atto tipico dell’Autorità Amministrativa di indirizzo, dato che di norma viene assunto dietro delibera di Consiglio Comunale, attenendo a beni immobili da acquisire ad opera dell’Amministrazione.

GIURISDIZIONE IN MATERIA DI APPLICAZIONE DELL’ART. 42 bis T.U. Espropriazioni

Consiglio di Stato, Sez. IV^, sentenza 4 dicembre 2015, n° 5530
Un particolare profilo di interesse in tema di applicazione dell’acquisizione sanante di cui all’art. 42 bis D.P.R. n° 327/2001 è quello relativo al giudice competente a conoscere le relative controversie. Qualora infatti venga in discussione esclusivamente la quantificazione dell’importo dovuto al privato in applicazione dell’art. 42 bis la giurisdizione è dell’Autorità giudiziaria ordinaria, come recentemente statuito anche dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con sentenza n° 22096/2015.

ACQUISIZIONE SANANTE DA PARTE DEL COMUNE

T.A.R. Calabria-Catanzaro, Sez. II^, sentenza 2 febbraio 2016, n° 173
Con la sentenza qui pubblicata, resa all’esito di un’articolata vicenda processuale ove i privati sono stati patrocinati dall’Avv. Massimo Carlin, il T.A.R. ha dichiarato la totale illegittimità dei provvedimenti di acquisizione sanante ex art. 42 bis D.P.R. n° 327/2001 emessi dal Comune.

ESPROPRIAZIONE ED USUCAPIONE: POSSONO CONVIVERE?

Sentenza T.A.R. Lombardia, Sezione III^, 4 maggio 2015, n° 1089
Il T.A.R. Lombardia torna sulla questione, già affrontata in precedenti pubblicazioni in questo sito, della possibilità per la P.A., di sostenere l’intervenuta usucapione di un’area interessata da opere pubbliche come modalità di acquisto del sedime alternativo alla corretta conclusione della procedura espropriativa

L’INDENNIZZO PER L’ACQUISIZIONE POSTUMA E’ CALCOLATO ALL’ATTUALITA’

Sentenza Corte Costituzionale n° 71/2015 del 30 aprile 2015
Nell’ambito della sentenza qui pubblicata e già commentata in altri articoli del sito, la Corte Costituzionale ha affermato che non aveva fondamento il dubbio di costituzionalità sollevato dai Giudici remittenti (tra cui le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione), secondo il quale l’indennizzo ex art. 42 bis sarebbe stato qualificato debito “di valuta” e non “di valore”, in difformità rispetto ad altre previsioni in materia espropriativa.