contravvenzioni

Articoli della materia: contravvenzioni

TIPOLOGIE DI ABUSI EDILIZI

Consiglio di Stato, Sez. VI^, sentenza 30 marzo 2017, n° 1484
Con la sentenza qui pubblicata il Consiglio di Stato ha compiuto un opportuno excursus tra le varie categorie di abusi edilizi, che comportano conseguenze diverse sul piano sanzionatorio, distinguendo tra gli “abusi totali“, gli “abusi sostanziali“, quando pur essendovi il titolo abilitativo, che manca invece nei “totali”, sussistano variazioni essenziali o diversità nella costruzione e gli “abusi minori” che incidono solo su elementi particolari e non essenziali del manufatto.

INTERVENTI EDILIZI E SANZIONI PENALI

Corte di Cassazione, Sez. III^ penale, sentenza 8 settembre 2016, n° 6873
La sentenza della Corte di Cassazione penale che qui si pubblica ha dato un’interpretazione restrittiva dei concetti di “restauro” e “risanamento conservativo” contenuti nel Testo Unico dell’Edilizia, affermando che quando vi sia mutamento di destinazione d’uso degli edifici si ricade sempre nell’ambito della “ristrutturazione edilizia“, soggetta così a permesso di costruire e non a titoli abilitativi semplificati e, soprattutto, subordinata al rispetto delle norme urbanistiche vigenti non solo in materia di quantità edilizia, ma anche di distanze e vincoli relativi alla proprietà privata.

SANZIONI PENALI IN MATERIA DI PAESAGGIO

Corte Costituzionale, sentenza 23 marzo 2016, n° 56
La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 181 comma 1 bis del D.Lgs. n° 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) i quali puniscono con la pena della reclusione da uno a quattro anni, anzichè con le pene più lievi previste dal precedente comma 1 (contravvenzioni di cui all’art. 44 lettera c D.P.R. n° 380/2001), coloro che, senza la prescritta autorizzazione o in difformità da essa, eseguano lavori di qualsiasi genere su immobili o aree che, per le loro caratteristiche paesaggistiche, siano stati dichiarati di notevole interesse pubblico in epoca antecedente la realizzazione dei lavori, ancorchè questi non siano di rilevante entità.

MANUFATTI LEGGERI E TITOLO EDILIZIO

Sentenza Cassazione penale n° 9268 del 26 febbraio 2014

La Corte di Cassazione penale ha affermato, con la recente sentenza qui allegata, che dopo la modificazione del Testo Unico dell’Edilizia in tema di interventi di nuova costruzione da parte dell’art. 41 comma IV° del Decreto Legge n° 69/2013, convertito nella Legge n° 98/2013 -mediante il quale i manufatti leggeri anche prefabbricati destinati a soddisfare esigenze meramente temporanee sono stati esclusi dal concetto di interventi di nuova costruzione e quindi, per essi, non è necessario il permesso di costruire- occorre comunque che questi prefabbricati, ancorchè siano ancorati al suolo e dunque abbiano una loro solidità e inerenza con il territorio ove si trovano, vengano poi in concreto smontati alla cessazione delle esigenze temporanee che ne hanno motivata l’installazione. Occorre, quindi, una verifica in concreto tanto sulla rispondenza di quelle esigenze temporanee al concetto che la Giurisprudenza da tempo ha elaborato sul tema, quanto la materiale rimozione al termine della transitorietà della struttura stessa da parte del Soggetto che la ha installata.