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IL DEPOSITO IN GIUDIZIO NON ATTRIBUISCE LA PIENA CONOSCENZA DELL’ATTO AMMINISTRATIVO

T.A.R. Veneto, Sez. I^, sentenza 23 agosto 2017, n° 797
Nella pronuncia qui pubblicata e già commentata in precedenza sotto ulteriori ed importanti profili, il T.A.R. Veneto ha sancito il principio secondo cui il mero deposito in giudizio di un provvedimento amministrativo pregiudizievole non può essere in alcun modo qualificato come evento idoneo, di per sè, ad integrare la conoscenza dell’atto ai fini della decorrenza del termine per l’impugnazione. Nel caso specifico era accaduto che la Società subconcessionaria dei parcheggi aeroportuali, a seguito di istanza giudiziale per l’ostensione dei documenti, aveva prodotto due contratti, pregiudizievoli per la posizione delle ricorrenti, in occasione di un’udienza. Pretendeva la medesima Società che da quel momento decorresse il termine breve di trenta giorni (siamo nell’ambito di rito speciale appalti e quindi con i termini dimezzati) per l’insorgenza giudiziale ad opera delle Ditte ricorrenti. Il Tribunale, invece, accoglimendo la tesi della difesa delle Società medesime, ha affermato che solo la conoscenza diretta della Parte e non quella del difensore -peraltro non tenuto a consultare quotidianamente il sito istituzionale per verificare se vi siano stati depositi avversari- è idonea a far decorrere il termine per la proposizione del ricorso (in questo caso, nella forma dei motivi aggiunti).

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conoscenza diretta dell'atto lesivo (1) - motivi aggiunti (1) - piena conoscenza dell'atto (1) - processo amministrativo (2) - termine per l'impugnazione (1)