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IL GIUDICE NON PUO’ DISCOSTARSI DALLA C.T.U. SENZA MOTIVAZIONE ADEGUATA E DETTAGLIATA

Corte d’Appello di Trieste, Sez. I^ civile, sentenza 17 dicembre 2015, n° 749
La Corte d’Appello di Trieste con la sentenza qui pubblicata, nell’accogliere l’impugnazione formulata dall’Avv. Massimo Carlin per conto di un Comune, ha riformato la sentenza del Tribunale che aveva rigettata la domanda di condanna nei confronti di un’Impresa esecutrice e di un Direttore dei Lavori per opere mal eseguite su struttura pubblica. Anteriormente alla citazione in primo grado era stato esperito Accertamento Tecnico Preventivo che si era concluso con la dichiarazione di responsabilità concorrente dell’Impresa e del Professionista, ma il primo Giudice, utilizzando il criterio valutativo del “più probabile che non“, aveva disattese le conclusioni del Perito nell’A.T.P. ed addossata la colpa solo alla Parte conduttrice della struttura pubblica e non a chi l’aveva realizzata e diretti i lavori. La Corte ha riformato la prima sentenza affermando che il Giudice non poteva discostarsi dalla C.T.U., che era stata precisa e circostanziata, ed aveva quindi errato nel dissociarsi da quegli esiti “con argomentazioni prive di adeguata motivazione tecnica“. Ditta realizzatrice e Direttore Lavori sono stati così condannati a risarcire i danni.

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A.T.P. (2) - C.T.U. (1) - direttore lavori (1) - impresa realizzatrice (1) - motivazione (18) - più probabile che non (1) - responsabilità (6)