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IL SOPRASSUOLO ARBOREO DEV’ESSERE VALUTATO IN SEDE DI ESPROPRIO

Sentenza Corte di Cassazione, Prima sezione civile, n° 6743/2014 del 21 marzo 2014

La Corte di Cassazione con la sentenza qui pubblicata muta la giurisprudenza precedente in materia di valore del soprassuolo arboreo rispetto ad un terreno edificabile già valutato come tale in sede di procedimento espropriativo. La giurisprudenza anteriore a questa sentenza aveva sempre esclusa la possibilità di un indennizzo aggiuntivo per il soprassuolo arboreo, che si sommasse all’indennizzo derivante dal carattere edificatorio del terreno medesimo.
Il Collegio ha, però, ritenuto che la questione debba essere rimeditata alla luce dell’evoluzione del sistema indennitario e per la caratterizzazione che esso ha avuto sia dai recenti interventi della Corte Costituzionale che dalle sollecitazioni provenienti dalla giurisprudenza Europea della Corte dei Diritti dell’Uomo. Oggigiorno, infatti, ciò che conta in sede espropriativa è solo il valore venale del bene, cioè il giusto prezzo che il bene avrebbe nella libera contrattazione. Ed un terreno edificabile che abbia anche una cospicua o rilevante presenza arborea, che lo possa valorizzare in termini di gradevolezza, amenità oppure di utilità retraibili dalla coltivazione e dallo sfruttamento economico di quella presenza, nella contrattazione viene maggiormente valorizzato, con il conseguente superiore prezzo rispetto al puro suolo edificabile.
La Corte di Cassazione, dunque, dice che questo soprassuolo arboreo dev’essere indennizzato perché le piantagioni che insistono sul suolo espropriato contribuiscono a connotarne le caratteristiche fisiche ed incidono sul valore, in quanto attengono all’appetibilità del terreno, se lo stesso fosse inserito in un mercato virtuale. Alla fine, dunque, la Cassazione ha dettato il principio di diritto secondo cui nella determinazione dell’indennità di esproprio per i suoli che, qualunque ne sia la destinazione, dispongono di un soprassuolo arboreo idoneo a conferire particolari condizioni di sicurezza, utilità e amenità, dovrà tenersi conto dell’aumento di valore di cui il suolo viene a beneficiare.



Laureato in Giurisprudenza all'Università di Trieste, è Avvocato dal 1990 e si occupa prevalentemente di Diritto Amministrativo e Pubblico, Diritto dei beni immobili, Contrattualistica e Proprietà. Ha scritto vari testi per importanti Case Editrici in tema di Urbanistica, Edilizia, Demanio, Turismo, Procedimento Amministrativo e Contratti Pubblici. Ha tenuto numerosi Convegni sui temi e collabora con la Rivista "Moltocomuni" che concerne la formazione e i servizi per gli Enti Locali. E' abilitato al patrocinio innanzi le Giurisdizioni Superiori.

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