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INDENNITA’ PER ESPROPRIAZIONE PARZIALE DI UN BENE IMMOBILE

Corte di Cassazione, Sez. I^ civile, sentenza 15 giugno 2017, n° 14891
Quando si sia in presenza di un procedimento espropriativo che non investa la complessiva proprietà del Soggetto colpito, ma interessi solo una parte, anche se rilevante, determinando così la sussistenza di un residuo che viene diminuito nel suo intrinseco valore, deve farsi applicazione, in sede di determinazione dell’indennità, dell’art. 33 del Testo Unico Espropriazioni n° 327/2001. La parte ablata avrà diritto alla maggiore indennità così prevista qualora la parte residua del fondo fosse intimamente collegata con quella espropriata e sempre che il distacco della parte sottratta abbia influito oggettivamente sul valore di quella rimanente. Occorre, cioè, valutare il giusto prezzo che la parte residua avrebbe avuto prima della espropriazione e quello che invece può esserle attribuito dopo la vicenda espropriativa, avendo cura di ristorare l’intera diminuzione patrimoniale subita dal Soggetto passivo della vicenda ablativa.

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