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INTERVENTI EDILIZI E SANZIONI PENALI

Corte di Cassazione, Sez. III^ penale, sentenza 8 settembre 2016, n° 6873
La sentenza della Corte di Cassazione penale che qui si pubblica ha dato un’interpretazione restrittiva dei concetti di “restauro” e “risanamento conservativo” contenuti nel Testo Unico dell’Edilizia, affermando che quando vi sia mutamento di destinazione d’uso degli edifici si ricade sempre nell’ambito della “ristrutturazione edilizia“, soggetta così a permesso di costruire e non a titoli abilitativi semplificati e, soprattutto, subordinata al rispetto delle norme urbanistiche vigenti non solo in materia di quantità edilizia, ma anche di distanze e vincoli relativi alla proprietà privata. Trattasi di indirizzo giurisprudenziale rigoroso che si pone in contrasto con valutazioni più tolleranti venute dalla Giustizia Amministrativa o contenute in normative di legge “incentivanti” approvate da varie Regioni. Occorre dunque prestare particolare attenzione a questo orientamento della Cassazione penale.

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