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LA REGOLA DELLE PUBBLICHE GARE E LA GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI

T.A.R. Veneto, Sez. I^, sentenza 23 agosto 2017, n° 797
L’articolata produzione normativa degli ultimi anni a livello comunitario e quella di recepimento (spesso tardivo, quando necessario) a livello nazionale dovrebbe aver introdotto nel modo di operare dei numerosi Gestori di servizi ed aree pubbliche nel nostro Paese la regola base -nell’agire quotidiano, cioè- secondo cui, in ogni circostanza nella quale si disponga di un bene pubblico o di parte di esso per finalità idonee a generare guadagno e quindi iniziativa imprenditoriale, occorre mettere in atto una pubblica gara ed un confronto concorrenziale tra Operatori, in modo da trovare il Soggetto più idoneo alla gestione e che pratichi le migliori condizioni contrattuali per l’utenza, che in fin dei conti rimane il dominus di ogni vicenda attinente i beni pubblici, quello a cui dovrebbe guardarsi con priorità. In effetti così non è in molte circostanze e non lo era -almeno sino alla sentenza del T.A.R. Veneto qui pubblicata- per la Società di gestione dell’Aeroporto “Marco Polo” di Venezia, uno dei più importanti in Italia ed in Europa, al servizio del quale sono stati predisposti circa 6.000 parcheggi ed altri sono in via di predisposizione, come enuncia frequentemente la Società concessionaria. Ebbene, quell'”occasione di guadagno” generata dai parcheggi (la Società subconcessionaria dichiara nei suoi bilanci un utile annuale costante ben superiore ai 3.000.000,00 di €, che supera i 2.000.000,00 € dopo le imposte) non era stata posta a disposizione degli Operatori in pubblica gara, ma affidata discrezionalmente ad una “affiliata” della Concessionaria, la quale praticava, a suo piacimento, i prezzi da essa ritenuti più confacenti.
Ebbene, con la sentenza qui pubblicata conseguente a vicenda giudiziale patrocinata da questo Studio, il T.A.R. Veneto ha enunciato il principio, che avrebbe dovuto essere già noto, come s’è detto, secondo cui la subconcessione dei parcheggi va assegnata con pubblica gara ed ha annullati tutti i contratti (di durata ventennale, ma già in passato la situazione era la medesima) che la Concessionaria statale aveva stipulati con la sua affiliata. E’ da augurarsi che ora le regole comunitarie della pubblica gara e del confronto concorrenziale si impongano anche nell’Aeroporto di Venezia e non si cerchi, invece, poco credibili scorciatorie per evitare, ancora, che il servizio venga reso nel modo più confacente all’unico ed inascoltato “signore” della vicenda, cioè l’utente finale.

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