Chiave di ricerca: atti

LA GIURISPRUDENZA CITATA A SPROPOSITO GENERA LITE TEMERARIA

Sentenza Tribunale di Padova, Sez. II, 10 marzo 2015
Il Tribunale di Padova non ha apprezzato le citazioni di Giurisprudenza non pertinenti alla causa e l’azione svolta con la consapevolezza che non vi era prova alle asserzioni contenute negli atti. In ragione di ciò è stato ritenuto che quell’impostazione di causa fosse meritevole di sanzione per responsabilità aggravata ex art. 96 Cod. Proc. Civ. e la sanzione è stata imposta d’ufficio.

ESPROPRIAZIONE ED USUCAPIONE: POSSONO CONVIVERE?

Sentenza T.A.R. Lombardia, Sezione III^, 4 maggio 2015, n° 1089
Il T.A.R. Lombardia torna sulla questione, già affrontata in precedenti pubblicazioni in questo sito, della possibilità per la P.A., di sostenere l’intervenuta usucapione di un’area interessata da opere pubbliche come modalità di acquisto del sedime alternativo alla corretta conclusione della procedura espropriativa

ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI

Sentenza T.A.R. Friuli Venezia Giulia – Trieste, Sez. I^, 8 ottobre 2012, n° 363
Il diritto di accesso agli atti è fondamentale per il cittadino e, quindi, l´Amministrazione deve consentirlo tutte le volte in cui esso è finalizzato a tutelare, soprattutto se giudizialmente, un diritto soggettivo o un interesse qualificato. Anche gli atti di accertamento fiscale operati a carico di una persona sono accessibili se questi risultino necessari per dimostrare il reale tenore di vita e la situazione patrimoniale dell´interessato, quando tali conoscenze siano finalizzate a tutelare un diritto del richiedente avente la stessa consistenza del diritto alla riservatezza opposto dalla parte cui si riferisce l´accesso -nella fattispecie la verifica fiscale risultava utile nell´ambito di un procedimento volto alla modificazione delle condizioni economiche stabilite in sede di separazione coniugale.

ACCESSO AGLI ATTI DA PARTE DI CONSIGLIERI COMUNALI

Sentenza Cons. Stato, Sez. IV^, 12 febbraio 2013, n° 846
L´art. 43 del Testo Unico Enti Locali disciplina il diritto dei Consiglieri Comunali ad ottenere dagli Uffici tutte le notizie e informazioni in loro possesso che risultano utili per l´espletamento del mandato. Secondo il Consiglio di Stato la ratio della norma è da ricercarsi nel principio democratico di autonomia locale e di rappresentanza esponenziale della Comunità, sicché l´esercizio di questo diritto non è soggetto ad alcun onere motivazionale in quanto, diversamente opinando, verrebbe indotto un controllo dell´Ente, attraverso i propri Uffici, sull´esercizio del mandato del Consigliere. Unici limiti a tale esercizio sono quelli consistenti nel minor aggravio possibile per gli Uffici e nel divieto di richieste assolutamente generiche ovvero motivate dal mero intento di arrecare intralci.