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PARERE DELLA SOPRINTENDENZA SULLE AUTORIZZAZIONI PAESAGGISTICHE

Consiglio di Stato, Sez. VI^, sentenza 4 maggio 2015, n° 2215
Nel caso trattato dalla sentenza qui pubblicata era stato impugnato l’annullamento da parte della Soprintendenza di un’autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Comune. La parte ricorrente contestava la genericità della motivazione e la sovrapposizione delle valutazioni dell’Organo statale rispetto a quello delegato locale.

ABUSI EDILIZI IN ZONA VINCOLATA

Sentenza Consiglio di Stato n° 1084 del 10 marzo 2014

Il Consiglio di Stato, con la Sentenza qui pubblicata, ha enunciato importanti principi in materia di sanzione di abusi edilizi commessi in zona vincolata (nella fattispecie trattavasi di centro storico, cioè di zona A). Si era di fronte, in concreto, alla realizzazione di un mutamento di destinazione d’uso, con accorpamento di locali interrati, ampliamento di tre bocche di lupo, la realizzazione di una nuova finestra e una nuova scala in un ristorante del centro storico di Roma. L’Amministrazione aveva irrogato immediatamente la sanzione demolitoria, cioè di ripristino dello stato dei luoghi.

ANNULLAMENTO DELL´AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA

Sentenza Cons. Stato, Sez. VI^, 27 novembre 2012, n° 5977
Il provvedimento con cui l´Organo delegato abbia rilasciato l´autorizzazione paesaggistica per un determinato intervento di modifcazione del territorio può essere annullato dall´Organo statale periferico -Soprintendenza- quando questo sia in possesso di tutti gli elementi di fatto e degli atti rilevanti, quali i progetti, le analisi, le relazioni e quanto allegato alla pratica edilizia, dato che prima di questa conoscenza l´Organo non ha gli elementi indispensabili per esercitare il proprio potere.

DECADENZA DALL´AUTORIZZAZIONE COMMERCIALE

Sentenza T.A.R. Sicilia – Catania, Sez. II^, 19 ottobre 2012, n° 2482
La normativa generale in tema di commercio prevede che l´autorizzazione alla gestione dell´attività decade qualora vi sia una sospensione dell´esercizio dell´attività medesima superiore ai dodici mesi. Questa sanzione, tuttavia, non può essere applicata nel caso in cui l´esercizio dell´attività commerciale sia avvenuto ad opera di Soggetto diverso rispetto a quello effettivamente autorizzato, sempre che questa gestione trovi fondamento in un titolo valido ed opponibile, quale, ad esempio, un contratto di affitto d´azienda. La personalità dell´autorizzazione non si oppone, dunque, a che la gestione avvenga ad opera di Soggeto qualificato diverso.

NORMATIVA REGIONALE E TUTELA DEL PAESAGGIO

Sentenza Corte Costituzionale, 5 giugno 2013, n° 139
Con la sentenza qui pubblicata la Corte Costituzionale ha dichiarato l´illegittimità costituzionale di determinate norme della Regione Veneto in materia di protezione della fauna selvatica e prelievo venatorio, nella parte in cui esentavano dall´assoggettamento all´autorizzazione paesaggistica determinate costruzioni necessarie per gli appostamenti di caccia. Il fatto che questi appostamenti siano fissi li equipara alle nuove costruzioni e quindi li assoggetta al Testo Unico dell´Edilizia e alle norme ivi recate circa la sottoposizione ad autorizzazione paesaggistica delle nuove costruzioni in zona vincolata. La Regione era, quindi, entrata in un ambito normativo di competenza esclusiva dello Stato e perciò la norma è stata cancellata.

PIANO URBANISTICO E TUTELA DEI VALORI PAESAGGISTICI

Sentenza Consiglio di Stato, Sez. VI^, 16 maggio 2013, n° 2666
I Piani Urbanistici, tanto generali quanto di dettaglio, devono essere coerenti con le esigenze di tutela dei valori paesaggistici espresse all´art. 9 della Costituzione e riprese in tutta la normativa di settore. Il Piano Urbanistico, pertanto, non può contenere disposizioni che si pongano in contrasto con quei valori e deve perciò essere valutato dall´Organo preposto, ovvero devono successivamente essere sottoposti all´esame di detto Organo tutti gli interventi che il Piano consenta, al fine di esaminare la compatibilità con il vincolo.

COSTRUZIONI PRECARIE O TEMPORANEE

Sentenza Cons. Stato, Sez. VI^, 12 dicembre 2012, n° 6382
Un gazebo che sia destinato a soddisfare esigenze permanenti e non del tutto transitorie e temporanee -nella specie era stato collocato a copertura della terrazza di un ristorante- costituisce manufatto alterante lo stato dei luoghi e quindi rilevante sotto il profilo dell´incremento del carico urbanistico. In ragione di ciò il manufatto necessita di titolo autorizzatorio edilizio da rilasciarsi nel rispetto della normativa urbanistica e regolamentare locale e, per la sua presenza permanente, qualora si trovi in area soggetta a vincolo paesaggistico, deve avere l´autorizzazione preventiva, non potendo rientrare tra quegli abusi minori che ammettono la sanatoria postuma.

AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA E GARANZIE PARTECIPATIVE

Ordinanza T.A.R. Veneto, Sez. II^, 24 aprile 2013, n° 202
Con l´Ordinanza pubblicata il T.A.R. Veneto – Sez. II^ ha accolto la domanda cautelare di sospensione che era stata proposta dal titolare di una pratica edilizia, relativa ad immobile collocato in area sottoposta a tutela paesaggistica, che si era visto notificare, per l´ennesima volta, provvedimento di diniego da parte della Soprintendenza pur avendo in più circostanze adeguato il proprio progetto alle precedenti osservazioni della Soprintendenza medesima. Il T.A.R. ha fatto applicazione corretta della nuova formulazione del comma 8 dell´art. 146 D. Lgs. n° 42/2004 -come modificato dalla Legge n° 106/2011- laddove è previsto che, in caso di parere negativo, il Soprintendente deve comunicare il preavviso prima di rendere la sua decisione, mentre nella fattispecie la comunicazione era stata fatta successivamente, a decisione già presa. L´onere dell´Amministrazione di consentire la partecipazione del Soggetto richiedente è ancor più pregnante nel caso in cui -come quello oggetto di ricorso- l´Amministrazione si sia già più volte in precedenza pronunciata ed il richiedente abbia costantemente adeguata la propria proposta progettuale agli orientamenti dell´Autorità.

PARERE DELLA SOPRINTENDENZA AL PAESAGGIO EMESSO TARDIVAMENTE

Sentenza T.A.R. Puglia – Lecce, Sez. I^, 24 luglio 2013, n° 1739
Sulla base della vigente formulazione dell´art. 146 del D. Lgs. n° 42/2004, contenente il procedimento di autorizzazione paesaggistica per le opere, molte volte modificato ed integrato, il parere della Soprintendenza sulle opere da effettuarsi in zona sottoposta a tutela paesaggistica è vincolante, ma dev´essere espresso entro il termine ivi previsto. Qualora il parere sia emesso tardivamente non produce i propri effetti giuridici e, quindi, non ha natura vincolante. La massima espressa della sentenza che si pubblica va coordinata, oggi, con le modificazioni al procedimento autorizzatorio paesaggistico ed a quello di rilascio dei titoli edilizi introdotta con la Legge 9 agosto 2013, n° 98, di conversione del c.d. Decreto del fare.

NULLA OSTA PAESAGGISTICO E SUA EFFICACIA

Sentenza T.A.R. Sardegna, Sez. II^, 15 gennaio 2013, n° 33
L´autorizzazione paesaggistica rilasciata in ordine ad un determinato intervento sul territorio ha efficacia quinquennale dal momento del suo rilascio; una volta scaduto il quinquennio l´Autorità competente ha il potere di valutare nuovamente, ed allo stato attuale, la compatibilità degli interventi proposti con le esigenze di tutela del paesaggio e dunque può giungere, motivatamente, alla valutazione di non compatibilità attuale, pur essendo stata in passato rilasciata sulla stessa area l´autorizzazione, poi scaduta.