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PUBBLICITA’ E PROFESSIONE DI AVVOCATO

Consiglio di Stato, Sez. VI^, sentenza 22 marzo 2016, n° 1164
Nell’ottobre 2014 al Consiglio Nazionale Forense è stata irrogata una sanzione amministrativa dall’Antitrust a causa di due decisioni assunte dal medesimo C.N.F. che avevano l’effetto di comprimere l’autonomia degli avvocati sia per quanto concerne la diffusione di informazioni (di stampo sostanzialmente pubblicitario) sulla propria attività professionale, sia relativamente al vincolo inerente i minimi tariffari.

IL COMPENSO DELL’AVVOCATO E’ LEGATO ALL’ESITO DELLA PRESTAZIONE

Ordinanza Cassazione Civile n° 2863/2014 del 7 febbraio 2014

La Corte di Cassazione civile con l’Ordinanza qui pubblicata afferma un principio che già aveva sostenuto nella sentenza n° 4681/2013 e cioè quello secondo cui il compenso dell’avvocato è legato anche al risultato conseguito dal Cliente e comunque alle utilità che questi abbia tratte dall’opera professionale, e dall’esito della lite se si tratta di una prestazione in sede giudiziaria. La pronuncia si distacca così dall’insegnamento tradizionale secondo cui la prestazione dell’avvocato era unicamente di mezzi e non di risultato. Oggi,pertanto, l’esito della pratica condiziona quantomeno una parte delle spettanze del Legale ed anche gli accordi economici che possono intervenire tra avvocato e cliente, correttamente, debbono comprendere un elemento legato al risultato.