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SOPRAELEVAZIONE E DISTANZE LEGALI

Suprema Corte di Cassazione, Sez. II^ civile, sentenza 26 aprile 2017, n° 10302
La Corte di Cassazione torna sull’argomento del rispetto delle distanze legali, dai confini o tra fabbricati, ad opera delle costruzioni edilizie realizzate in sopraelevazione. Il caso classico è quello della costruzione preesistente che si trovi a distanza non legale dal confine o dai fabbricati, per vecchie conformazioni mai contestate e non più contestabili, e venga poi ampliato in sopraelevazione mantenendo la stessa distanza inferiore del precedente manufatto. Spesso i Soggetti che richiedono l’ampliamento ritengono, o sono indotti a ritenere anche da normative locali, che sia possible la prosecuzione della costruzione sulla vecchia linea inferiore.

DOPPIA CONFORMITA’ PER LA SANATORIA EDILIZIA

Corte Costituzionale, sentenza 11 maggio 2017, n° 107
Nella sentenza in epigrafe la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità di una norma regionale della Campania che consentiva la presentazione ed approvazione di sanatoria edilizia ex art. 36 Testo Unico dell’Edilizia anche per edifici realizzati prima dell’entrata in vigore di tale norma ma conformi solo alla stessa, che ampliava i presupposti di realizzabilità. In sostanza, con questa disposizione veniva contraddetto il principio dell’art. 36 T.U.E. secondo cui la “doppia conformità” dev’essere verificata al momento della realizzazione dell’abuso e al momento della presentazione della domanda.

LA CORTE COSTITUZIONALE DICHIARA LEGITTIMI I REGOLAMENTI EDILIZI TIPO

Corte Costituzionale, sentenza 26 maggio 2017, n° 125
Con la sentenza qui pubblicata la Corte Costituzionale, adita da ricorsi promossi dalla Regione Puglia e dalla Provincia autonoma di Trento, ha affermato che il Regolamento Unico Edilizio nazionale, conseguente alla conferenza unificata Stato – Regioni del 26 ottobre 2016 ed emanato in attuazione del comma 1 sexies dell’art. 4 del D.P.R. 6 giugno 2001, n° 380 -Testo Unico dell’Edilizia- è conforme ai principi costituzionali e non lede le prerogative regionali.

DISCIPLINA NAZIONALE SULLA SCIA

Sentenza Corte Costituzionale, 5 maggio 2014, n° 121

La normativa nazionale sulla Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), come da ultimo modificata e integrata, è qualificata dalla Legge Nazionale come attinente alla tutela della concorrenza, ai sensi dell’art. 117 secondo comma lett. e) Costituzione, nonché come attinente al livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, sempre contemplata nello stesso comma, alla lettera m). In ragione di ciò la Legge n° 122/2010, di conversione del D.L. n° 78/2010, ha disposto che nell’intero territorio nazionale, dall’entrata in vigore del D.L., la disciplina sulla SCIA sostituisca quella sulla Dichiarazione di Inizio Attività (DIA) e venga applicata uniformemente.

SITI PER LA REALIZZAZIONE DI CENTRALI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA

Sentenza Corte Costituzionale, 5 maggio 2014, n° 119

Con la pronuncia qui pubblicata viene dichiarata l’illegittimità costituzionale di una norma di legge della Regione Abruzzo che era intervenuta sul tema della localizzazione per la realizzazione di centrali di compressione a gas stabilendo che la medesima realizzazione non può intervenire nell’ambito delle aree sismiche classificate di prima categoria.