Chiave di ricerca: espropriazione

ESPROPRIAZIONE, OCCUPAZIONE E DETERMINAZIONE DEL VALORE DELLE AREE

Corte di Cassazione, Sez. I^ civile, ordinanza 30 maggio 2017, n° 13532
In relazione ad una fattispecie di espropriazione per pubblica utilità la Corte di Cassazione ha analizzato le modalità di determinazione del valore delle aree interessate, facendo riferimento al “metodo sintetico – comparativo” e al “metodo analitico – ricostruttivo” quali modalità alternative, e parimenti valide, di determinazione del valore.

ANCORA SULLE TORMENTATE VICENDE DELL’ACQUISIZIONE SANANTE

Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, sentenza 9 febbraio 2016, n° 2
L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con la sentenza qui pubblicata è intervenuta su profilo particolare dell’acquisizione sanante e cioè quello attinente la possibilità per il Commissario ad acta nominato nell’ambito di un procedimento di esecuzione del giudicato, di emanare il provvedimento ex art. 42 bis, che risulta per sua natura atto tipico dell’Autorità Amministrativa di indirizzo, dato che di norma viene assunto dietro delibera di Consiglio Comunale, attenendo a beni immobili da acquisire ad opera dell’Amministrazione.

GIURISDIZIONE IN MATERIA DI APPLICAZIONE DELL’ART. 42 bis T.U. Espropriazioni

Consiglio di Stato, Sez. IV^, sentenza 4 dicembre 2015, n° 5530
Un particolare profilo di interesse in tema di applicazione dell’acquisizione sanante di cui all’art. 42 bis D.P.R. n° 327/2001 è quello relativo al giudice competente a conoscere le relative controversie. Qualora infatti venga in discussione esclusivamente la quantificazione dell’importo dovuto al privato in applicazione dell’art. 42 bis la giurisdizione è dell’Autorità giudiziaria ordinaria, come recentemente statuito anche dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con sentenza n° 22096/2015.

L’ACQUISIZIONE SANANTE NON DEV’ESSERE UNA SCORCIATOIA PER LA P.A.

T.A.R. Calabria-Catanzaro, Sez. II^, 2 febbraio 2016, n° 173
A seguito di una lunga controversia che ha visti opposti i proprietari di alcuni immobili da anni occupati arbitrariamente dal Comune per la realizzazione di opere di pubblico interesse, il T.A.R. ha emesso la sentenza qui pubblicata, con la quale ha annullato gli atti di acquisizione sanante dichiarando che la proprietà è ancora in capo ai privati, pur essendo le opere già esistenti da tempo e l’occupazione perdurando da oltre un decennio.

ACQUISIZIONE SANANTE DA PARTE DEL COMUNE

T.A.R. Calabria-Catanzaro, Sez. II^, sentenza 2 febbraio 2016, n° 173
Con la sentenza qui pubblicata, resa all’esito di un’articolata vicenda processuale ove i privati sono stati patrocinati dall’Avv. Massimo Carlin, il T.A.R. ha dichiarato la totale illegittimità dei provvedimenti di acquisizione sanante ex art. 42 bis D.P.R. n° 327/2001 emessi dal Comune.

ESPROPRIAZIONE ED USUCAPIONE: POSSONO CONVIVERE?

Sentenza T.A.R. Lombardia, Sezione III^, 4 maggio 2015, n° 1089
Il T.A.R. Lombardia torna sulla questione, già affrontata in precedenti pubblicazioni in questo sito, della possibilità per la P.A., di sostenere l’intervenuta usucapione di un’area interessata da opere pubbliche come modalità di acquisto del sedime alternativo alla corretta conclusione della procedura espropriativa

CONTESTAZIONE SULLA MANCANZA DI COPERTURA FINANZIARIA NEGLI ESPROPRI

Sentenza T.A.R. Campania, Sezione V^, 6 maggio 2015, n° 2503
Nella vicenda trattata dalla sentenza appena indicata i privati che avevano subito l’espropriazione hanno contestato gli atti relativi, affermando che sarebbero illegittimi per mancanza della copertura finanziaria, cioè della dotazione di bilancio idonea e sufficiente per realizzare l’opera pubblica prospettata.

ANCHE LA SEGNALAZIONE ALLA CORTE DEI CONTI “SALVA” L’ART. 42 BIS T.U. ESPROPRIAZIONI

Sentenza Corte Costituzionale n° 71/2015 del 30 aprile 2015
Tra le ragioni che hanno indotto la Corte Costituzionale a “salvare” l’art. 42 bis del D.P.R. n° 327/2001 (pur con una sentenza “interpretativa di rigetto” che limita notevolmente i casi e le condizioni di applicabilità della norma) vi è quella che, una volta riconosciuto l’indennizzo maggiorato che al privato dev’essere corrisposto per l’illecita occupazione e trasformazione, l’Autorità che emana il provvedimento di acquisizione

OCCUPAZIONE USURPATIVA E RESTITUZIONE DEL BENE

Sentenza T.A.R. Toscana, Sez. I^, 23 ottobre 2012, n° 1707
Nell´ambito dei procedimenti di espropriazione per pubblica utilità, qualora vengano a crearsi i presupposti per l´occupazione usurpativa, il proprietario del bene illecitamente occupato può esercitare l´azione reale di restituzione dell´immobile appreso dalla P.A., cui si accompagna la richiesta di riduzione in pristino se sono state realizzate costruzioni, senza che a ciò possano essere di ostacolo nè il concetto di eccessiva onerosità di cui all´art. 2058, comma 2, Cod. Civ., nè quello di pregiudizio all´economia del Paese recato all´art. 2933, comma 2, Cod. Civ..