Chiave di ricerca: processo amministrativo

IL DEPOSITO IN GIUDIZIO NON ATTRIBUISCE LA PIENA CONOSCENZA DELL’ATTO AMMINISTRATIVO

T.A.R. Veneto, Sez. I^, sentenza 23 agosto 2017, n° 797
Nella pronuncia qui pubblicata e già commentata in precedenza sotto ulteriori ed importanti profili, il T.A.R. Veneto ha sancito il principio secondo cui il mero deposito in giudizio di un provvedimento amministrativo pregiudizievole non può essere in alcun modo qualificato come evento idoneo, di per sè, ad integrare la conoscenza dell’atto ai fini della decorrenza del termine per l’impugnazione. Nel caso specifico era accaduto che la Società subconcessionaria dei parcheggi aeroportuali, a seguito di istanza giudiziale per l’ostensione dei documenti, aveva prodotto due contratti, pregiudizievoli per la posizione delle ricorrenti, in occasione di un’udienza.

QUESTIONI DI COSTITUZIONALITA’ NEL PROCESSO AMMINISTRATIVO

Sentenza Consiglio di Stato, sez. IV^, n° 993/2014 del 3 marzo 2014

La sentenza qui pubblicata è molto importante e detta principi di estremo interesse in materia di costituzionalità delle norme esaminate dal Giudice nel corso del giudizio amministrativo.
La vicenda prende le mosse da un’espropriazione per pubblica utilità nella quale il Comune non aveva completati gli atti amministrativi o non li aveva assunti nei termini imposti dalla legge e, quindi, si era venuto a trovare in una situazione di occupazione sine titulo della proprietà privata. Com’è noto, una delle norme che consentivano la sanatoria postuma di queste situazioni, cioè l’art. 43 del Testo Unico sugli Espropri n° 327/2001, è stata dichiarata incostituzionale, ragione per la quale la parte privata faceva valere l’incostituzionalità in via incidentale nel processo amministrativo.