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ALIUNDE PERCEPTUM – PROVA TESTIMONIALE – ART. 2726 COD. CIV. – AMMISSIBILITA’

Sentenza Corte di Cassazione, Sez. III^, 9 aprile 2015, n° 7090
L’art. 2726 Cod. Civ. estende anche alla prova del pagamento “le norme stabilite per la prova testimoniale dei contratti”. La Corte di Cassazione, Sez. III^ Civile, con sentenza 9 aprile 2015, n° 7090, tuttavia, ha di recente ribadito che i limiti all’ammissibilità della prova testimoniale previsti per i contratti sono applicabili alla sola estinzione del debito nascente dalla fonte contrattuale ma non a circostanze esterne allo stesso.

RISARCIMENTO DEL DANNO E PROVA COLPA DELLA P.A.

Sentenza Cons. Stato, Sez. V^, 8 novembre 2012, n° 5686
La normativa vigente a livello europeo sulle procedure di ricorso in materia di lavori, forniture e servizi non richiede che la condizione per ottenere il risarcimento del danno a seguito di una decisione illegittima della P.A. consista nella dimostrazione della colpa dell´Amministrazione stessa; il danneggiato, pertanto, non deve provare questo elemento soggettivo e la P.A. non può sottrarsi dal risarcimento sostenendo che mancano dolo o colpa.

RISARCIMENTO DEL DANNO DA RITARDO

Sentenza Cons. Stato, Sez. IV^, 7 marzo 2013, n° 1406
Il ritardo nell´emanazione di un atto amministrativo è elemento sufficiente per configurare il danno ingiusto e quindi determinare l´obbligo di risarcimento in capo alla P.A.; il tempo è infatti un bene della vita per il Cittadino ed il ritardo nella conclusione provoca sempre un costo. Il Soggetto che agisce per il risarcimento del danno da ritardo deve fornire la prova degli elementi costitutivi, in modo particolare del nesso causale con il comportamento della P.A. e del suo ammontare; l´istante deve pertanto dimostrare che il provvedimento favorevole doveva essergli rilasciato e che vi è stata colpa in capo all´Amministrazione.