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L’ACQUISIZIONE SANANTE NON DEV’ESSERE UNA SCORCIATOIA PER LA P.A.

T.A.R. Calabria-Catanzaro, Sez. II^, 2 febbraio 2016, n° 173
A seguito di una lunga controversia che ha visti opposti i proprietari di alcuni immobili da anni occupati arbitrariamente dal Comune per la realizzazione di opere di pubblico interesse, il T.A.R. ha emesso la sentenza qui pubblicata, con la quale ha annullato gli atti di acquisizione sanante dichiarando che la proprietà è ancora in capo ai privati, pur essendo le opere già esistenti da tempo e l’occupazione perdurando da oltre un decennio.

ACQUISIZIONE SANANTE DA PARTE DEL COMUNE

T.A.R. Calabria-Catanzaro, Sez. II^, sentenza 2 febbraio 2016, n° 173
Con la sentenza qui pubblicata, resa all’esito di un’articolata vicenda processuale ove i privati sono stati patrocinati dall’Avv. Massimo Carlin, il T.A.R. ha dichiarato la totale illegittimità dei provvedimenti di acquisizione sanante ex art. 42 bis D.P.R. n° 327/2001 emessi dal Comune.

L’INDENNIZZO PER L’ACQUISIZIONE POSTUMA E’ CALCOLATO ALL’ATTUALITA’

Sentenza Corte Costituzionale n° 71/2015 del 30 aprile 2015
Nell’ambito della sentenza qui pubblicata e già commentata in altri articoli del sito, la Corte Costituzionale ha affermato che non aveva fondamento il dubbio di costituzionalità sollevato dai Giudici remittenti (tra cui le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione), secondo il quale l’indennizzo ex art. 42 bis sarebbe stato qualificato debito “di valuta” e non “di valore”, in difformità rispetto ad altre previsioni in materia espropriativa.