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PUBBLICITA’ E PROFESSIONE DI AVVOCATO

Consiglio di Stato, Sez. VI^, sentenza 22 marzo 2016, n° 1164
Nell’ottobre 2014 al Consiglio Nazionale Forense è stata irrogata una sanzione amministrativa dall’Antitrust a causa di due decisioni assunte dal medesimo C.N.F. che avevano l’effetto di comprimere l’autonomia degli avvocati sia per quanto concerne la diffusione di informazioni (di stampo sostanzialmente pubblicitario) sulla propria attività professionale, sia relativamente al vincolo inerente i minimi tariffari. Il C.N.F. era ricorso al T.A.R. Lazio che aveva parzialmente accolto l’impugnazione, invitando l’Autorità garante della concorrenza a rideterminare l’importo della sanzione, originariamente di un milione di euro. La sentenza di primo grado è stata impugnata tanto da C.N.F. quanto dall’Antitrust e l’appello di quest’ultima è stato accolto con la sentenza qui pubblicata, la quale afferma “la palese contrarietà” delle circolari emanate dal C.N.F. sia in materia di tariffe professionali che in tema di pubblicità.

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