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IMPORTANTE SENTENZA DELLA CASSAZIONE SULLE SERVITÙ COATTIVE

Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 29 gennaio 2021, n° 2124

Risolvendo una controversia patrocinata dall’Avvocato Massimo Carlin e relativa alla città di Trieste, la Suprema Corte di Cassazione ha dettato un importante principio di diritto in materia di servitù coattive di passaggio, regolate, com’è noto, dagli articoli da 1051 a 1055 del codice civile.
La questione attiene ad un immobile di civile abitazione situato in una prestigiosa zona residenziale della Città giuliana

L’ATTO DI ESTINZIONE DELLA CONCESSIONE DEMANIALE VA PRECEDUTO DA APPROFONDITA ISTRUTTORIA

T.A.R. Veneto, Sez. I, sentenza 29 marzo 2021, n° 407

Nell’ambito di un ricorso concernente una concessione demaniale marittima in un’importante Località turistica dell’alto Adriatico il T.A.R. Veneto ha reso la sentenza che qui pubblichiamo, enunciando il principio secondo cui l’estinzione di una concessione “per cause naturali” dev’essere preceduta da un’attenta verifica istruttoria ad opera dell’Amministrazione che emana il provvedimento.
Il caso specifico era il seguente:

I DATI SULLA PRODUZIONE DEGLI IMPIANTI CONSERVATI DAL G.S.E. SONO ACCESSIBILI

T.A.R. Lazio-Roma, Sez. III^ ter, sentenza 14 dicembre 2020, n° 13442
Con la sentenza n° 13442/2020 che qui pubblichiamo, il T.A.R. Lazio-Roma, nell’ambito di un ricorso patrocinato dall’Avv. Massimo Carlin, ha accolte le richieste della Parte ricorrente e ordinato al Gestore dei Servizi Energetici di consegnare alla Parte richidente i dati detenuti dalla medesima Società relativi alla produzione di due impianti idroelettrici di proprietà di altra Ditta, descritti in un contratto notarile di cessione, dal quale emergeva la sussistenza di un credito per la Parte cedente legato alla produttività di quegli impianti, sicchè la verifica sulla sussistenza o meno del credito -nel frattempo pignorato presso terzi- dipendeva proprio dall’entità della produzione, conosciuta e documentabile solo dal G.S.E.

ANCHE PER I CANONI DEMANIALI BISOGNA TENER CONTO DELL'”ATTUALE EMERGENZA PANDEMICA”

T.A.R. Umbria, Sez. I^, Ordinanza 2 dicembre 2020, n° 161
Il T.A.R. Umbria con l’Ordinanza che pubblichiamo, resa nell’ambito di una controversia patrocinata dall’Avv. Massimo Carlin, ha disposta la sospensione cautelare del provvedimento dell’Amministrazione con cui veniva imposto alla concessionaria demaniale lacuale di pagare l’indennità di occupazione per l’anno 2020 “entro e non oltre 7 giorni”, pena l’archiviazione del procedimento volto al rilascio o comunque alla conferma del titolo concessorio demaniale. Nell’ambito di una complessa vicenda che coinvolge concessioni precedenti, cambio di competenze nell’ambito della Pubblica Amministrazione e applicazione delle leggi nazionali sulla proroga della durata delle concessioni

I REQUISITI RICHIESTI PER L’ATTIVITA’ DI GESTIONE SPIAGGE ATTREZZATE CON OMBRELLONI E LETTINI NEI LAGHI

T.A.R. Veneto, Sez. I^, Ordinanza 15 gennaio 2021, n° 23
Il T.A.R. Veneto con l’Ordinanza n° 23/2021, che pubblichiamo, resa nell’ambito di un ricorso patrocinato dall’Avv. Massimo Carlin per una Ditta concessionaria demaniale lacuale, ha sospeso cautelativamente i provvedimenti comunali con cui veniva richiesto al Gestore dell’attività turistico-ricreativa di noleggio ombrelloni, lettini, pedalò, canoe e simili, il “comprovato esercizio dell’attività di appoggio per soccorso a scopo sportivo o ricreativo e dell’insegnamento professionale della navigazione da diporto”.

I CANONI DEMANIALI DI FRONTE ALLA CORTE COSTITUZIONALE

Corte Costituzionale, sentenza 25 novembre 2020, n° 246
La Corte Costituzionale affronta il tema dei canoni demaniali su rimessione del T.A.R. Veneto, che nel corso di un giudizio concernente l’istanza di rinnovo di una concessione idraulica avente ad oggetto i lavori di fiancheggiamento telefonico del fiume Adige in un determinato Comune, in cui era stato disposto che solo dopo il pagamento di un certo canone demaniale l’istanza avrebbe avuto seguito, ha dubitato della norma veneta che aveva introdotta questa previsione. La norma dispone nei termini seguenti “in caso di occupazione di beni del demanio idrico per l’installazione e fornitura di reti e per l’esercizio dei servizi di comunicazione elettronica, così come per la installazione e gestione di sottoservizi e di impianti di sostegno di servizi fuori suolo, il soggetto richiedente è tenuto al pagamento dei canoni nella misura stabilita dalla Giunta Regionale ai sensi del comma 1, nonchè al versamento degli oneri previsti dalla normativa vigente in materia”.

LA CORTE COSTITUZIONALE ESAMINA LE ULTIME NOVITA’ IN MATERIA EDILIZIA

Corte Costituzionale, sentenza 25 novembre 2020, n° 247
La Corte Costituzionale, nell’ambito di un giudizio di legittimità proposto in via principale, ha dichiarate costituzionalmente illegittime le previsioni dell’art. 11 e dell’art. 20 della Legge Regionale veneta 25 luglio 2019 n° 29 in materia di esonero dal contributo di costruzione in determinate ipotesi di cambio di destinazione d’uso e in tema di procedure urbanistiche semplificate mediante Sportello Unico per le Attività Produttive.
Il giudizio sorgeva da ricorso presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri che riteneva non conforme a costituzione, innanzitutto, l’art. 11 della citata Legge Regionale che ha inserito nella Legge urbanistica del Veneto n° 11/2004 l’art. 40 bis in materia di “immobili costitutivi della memoria e dell’identità storico-culturale del territorio”.

LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E LA “DISAPPLICAZIONE” DELLE NORME VIGENTI

T.A.R. Puglia-Lecce, Sez. I^, sentenza 27 novembre 2020, n° 1321
Pubblichiamo volentieri una sentenza del T.A.R. Puglia-Lecce che interviene su questione diventata “spinosa” negli ultimi anni, probabilmente ben più di quanto meritasse, se solo si facesse applicazione dei principi generali del diritto e della dovuta dose di buon senso.
La questione è quella della “possibilità”, se non addirittura “doverosità”, da parte della Pubblica Amministrazione di “disapplicare” volontariamente norme di legge che siano ritenute, dal singolo funzionario o dal politico di turno, o da una “vox populi” corrente, contrarie a qualche normativa superiore o a sentenze pubblicate, negando così l’applicazione di legge richiesta da un soggetto che ne abbia titolo.

LA BUONUSCITA PER IL CONCESSIONARIO USCENTE E’ INCOSTITUZIONALE

Corte Costituzionale, sentenza n° 222 del 23 ottobre 2020
La Corte Costituzionale con sentenza n° 222 depositata il 23 ottobre 2020, che si allega, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 54, commi 2, 3, 4 e 5, della Legge Regionale veneta 4 novembre 2002 n° 33 (Testo Unico delle Leggi regionali in materia di turismo) per violazione dell’art. 117 comma 2 lett. e) Cost. in materia di “tutela della concorrenza”.
La questione era stata rimessa alla Corte dal T.A.R. Veneto con Ordinanza del 27 maggio 2019 in un giudizio di impugnazione ove l’Avv. Massimo Carlin, per conto di una Società interveniente, sosteneva

NOVITÀ IN MATERIA DI SUBINGRESSO NELLE CONCESSIONI DEMANIALI

Art. 93 del Decreto Legge 14 agosto 2020, n. 104
Con l’art. 93 del Decreto Legge 14 agosto 2020, n. 104 è stata introdotta un’importante novità anche nel Codice della Navigazione relativamente alle regole per il subingresso nelle concessioni demaniali.
Ribadito il principio secondo cui il subingresso – cioè la sostituzione dell’originario concessionario nel godimento del titolo con un nuovo soggetto, fisico o giuridico – dev’essere sempre chiesto