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GARA PUBBLICA OBBLIGATORIA PER I PARCHEGGI DEGLI AEROPORTI

T.A.R. Veneto, Sez. I^, sentenza 23 agosto 2017, n° 797
Importante sentenza del T.A.R. Veneto sulla questione di cui all’oggetto -in causa patrocinata dall’Avv. Massimo Carlin e seguita da questo Studio- e cioè quella concernente l’obbligo di indizione, in base alla normativa comunitaria e nazionale, di una gara pubblica aperta a tutti gli Operatori del settore per l’affidamento in subconcessione di spazi a parcheggio entro il perimetro demaniale aeroportuale. La Società concessionaria esclusiva statale dell’aeroporto aveva costituito una s.r.l., a totale partecipazione della Concessionaria, per gestire i parcheggi, con giro d’affari ed utili annuali assai rilevanti, e l’affidamento era avvenuto in via diretta, senza gara o confronto concorrenziale, per un periodo addirittura ventennale e con proroga disposta già a causa pendente.

LEGITTIMO AFFIDAMENTO DEL PRIVATO VERSO LA P.A.

T.A.R. Piemonte-Torino, Sez. II^, sentenza 8 giugno 2017, n° 713
La sentenza qui pubblicata tratta la tematica dell’affidamento riposto dalla parte privata nei confronti dei provvedimenti assunti dalla P.A., con particolare riguardo agli atti di autotutela mediante i quali la P.A. annulla, revoca o ritira propri precedenti provvedimenti. Può, dunque, accadere che il ritiro di provvedimenti, soprattutto se favorevoli alla parte privata o ampliativi, determini pregiudizi o danni che possono dar luogo a domanda di risarcimento determinata dagli atti di ritiro e, comunque, dal comportamento dell’Amministrazione.

SUL CONCETTO DI “VICINITAS”

Consiglio di Stato, Sez. IV^, sentenza 19 luglio 2017, n° 3563
La sentenza qui pubblicata tratta, con una certa ampiezza, della nozione di “vicinitas” che più volte viene in campo nel diritto amministrativo e soprattutto nel tema della legittimazione ad impugnare atti o provvedimenti, ovvero di quella a conoscere documenti amministrativi. Il Consiglio di Stato afferma che la nozione di “vicinitas” va diversamente apprezzata a seconda che riguardi la materia edilizia, ovvero quella commerciale, ovvero le attività di un Operatore economico.

RISARCIMENTO DEL DANNO DA ATTIVITA’ AMMINISTRATIVA

Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, sentenza 12 maggio 2017, n° 2
L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha affrontato e risolto, con la sentenza qui pubblicata, un’importante questione che è al centro dell’attività giurisprudenziale in questi ultimi anni e cioè quella relativa al danno risarcibile in conseguenza di provvedimenti o comportamenti della Pubblica Amministrazione.

LA PARTE DEVE “GRADUARE” I VIZI – MOTIVI DI RICORSO

Consiglio di Stato – Adunanza Plenaria, sentenza 27 aprile 2015, n° 5
Nell’importante sentenza qui pubblicata, sorta da un caso di studio patrocinato dall’Avv. Massimo Carlin, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha stabilito che la Parte ricorrente, se vuole che i vari motivi dedotti nei confronti di uno o più atti amministrativi ritenuti illegittimi siano esaminati nell’ordine proposto in ricorso o nei motivi aggiunti, deve graduare i vizi stessi in quanto, così facendo, vincola il Giudice ad esaminare le doglianze secondo l’ordine proposto, che corrisponde anche ad un interesse concreto, dalla Parte.

PARERE DELLA SOPRINTENDENZA SULLE AUTORIZZAZIONI PAESAGGISTICHE

Consiglio di Stato, Sez. VI^, sentenza 4 maggio 2015, n° 2215
Nel caso trattato dalla sentenza qui pubblicata era stato impugnato l’annullamento da parte della Soprintendenza di un’autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Comune. La parte ricorrente contestava la genericità della motivazione e la sovrapposizione delle valutazioni dell’Organo statale rispetto a quello delegato locale.

DOPPIA CONFORMITA’ PER LA SANATORIA EDILIZIA

Corte Costituzionale, sentenza 11 maggio 2017, n° 107
Nella sentenza in epigrafe la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità di una norma regionale della Campania che consentiva la presentazione ed approvazione di sanatoria edilizia ex art. 36 Testo Unico dell’Edilizia anche per edifici realizzati prima dell’entrata in vigore di tale norma ma conformi solo alla stessa, che ampliava i presupposti di realizzabilità. In sostanza, con questa disposizione veniva contraddetto il principio dell’art. 36 T.U.E. secondo cui la “doppia conformità” dev’essere verificata al momento della realizzazione dell’abuso e al momento della presentazione della domanda.

SOPRAELEVAZIONE E DISTANZE LEGALI

Suprema Corte di Cassazione, Sez. II^ civile, sentenza 26 aprile 2017, n° 10302
La Corte di Cassazione torna sull’argomento del rispetto delle distanze legali, dai confini o tra fabbricati, ad opera delle costruzioni edilizie realizzate in sopraelevazione. Il caso classico è quello della costruzione preesistente che si trovi a distanza non legale dal confine o dai fabbricati, per vecchie conformazioni mai contestate e non più contestabili, e venga poi ampliato in sopraelevazione mantenendo la stessa distanza inferiore del precedente manufatto. Spesso i Soggetti che richiedono l’ampliamento ritengono, o sono indotti a ritenere anche da normative locali, che sia possible la prosecuzione della costruzione sulla vecchia linea inferiore.

DIRITTO COMUNITARIO, LIBERALIZZAZIONI E AEROPORTI

T.A.R. Veneto, Sez. I^, sentenza 23 agosto 2017, n° 797
Nella pronuncia qui commentata e concernente vicenda giudiziaria seguita da questo Studio e patrocinata dall’Avv. Massimo Carlin, il T.A.R. Veneto, nel rendere l’assai rilevante principio secondo cui per la concessione dei parcheggi entro gli aeroporti è sempre necessaria la pubblica gara, ha anche affermato, disattendendo le tesi della Società concessionaria, che non può parlarsi di “liberalizzazione” nell’ambito di un mercato contingentato, qual’è quello concernente lo sfruttamento economico degli spazi, necessarimente esigui, destinati a parcheggio in un aeroporto.

in breve:

archivio news

Editoriale

LA REGOLA DELLE PUBBLICHE GARE E LA GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI

T.A.R. Veneto, Sez. I^, sentenza 23 agosto 2017, n° 797
L’articolata produzione normativa degli ultimi anni a livello comunitario e quella di recepimento (spesso tardivo, quando necessario) a livello nazionale dovrebbe aver introdotto nel modo di operare dei numerosi Gestori di servizi ed aree pubbliche nel nostro Paese la regola base -nell’agire quotidiano, cioè- secondo cui, in ogni circostanza nella quale si disponga di un bene pubblico o di parte di esso per finalità idonee a generare guadagno e quindi iniziativa imprenditoriale, occorre mettere in atto una pubblica gara ed un confronto concorrenziale tra Operatori, in modo da trovare il Soggetto più idoneo alla gestione e che pratichi le migliori condizioni contrattuali per l’utenza.

……. E LA CORTE COSTITUZIONALE DICE LA VERITA’

Corte Costituzionale, sentenza 7 luglio 2017, n° 157 (Pres. Grossi, Rel. Barbera)
Tempo addietro, nel commentare la sentenza del T.A.R. Veneto n° 399/2017 relativa ad un procedimento di gara pubblica per rilascio di concessione demaniale marittima in Veneto, abbiamo riferito che circola una singolare storiella in questa Regione -e non solo- secondo la quale per assicurare ai concessionari uscenti il controllo anche futuro di vaste porzioni di arenile pubblico demaniale è sufficiente chiedere, ai rispettivi Comuni, una concessione di lunghissima durata (20 anni) accompagnandola da una perizia di parte incontrollata e senza preventivi criteri di redazione, che i Comuni dovrebbero prendere per buona “a scatola chiusa“, costringendo così gli altri gareggianti ad impegnarsi a pagare il 90% dell’iperbolico ammontare di quelle perizie di parte

archivio editoriali

Pubblicazioni:




casi di studio

DEMANIO MARITTIMO, CONCESSIONI E REGOLE DI CORRETTEZZA

T.A.R. Veneto, Sez. I^, sentenza 27 aprile 2017, n° 399
La sentenza del T.A.R. Veneto qui pubblicata rende giustizia rispetto ad una serie di violazioni di legge ed omissioni procedimentali che un Comune balneare Veneto aveva compiute -e non per la prima volta- nel gestire la concessione demaniale di un importante tratto di arenile. Le regole legali invocate dall’Ente erano fuori luogo rispetto alla fattispecie da regolare, le norme generali amministrative erano state ignorate e una gara asseritamente conforme a regole comunitarie e nazionali.

COMMENTO AL NUOVO REGOLAMENTO UNICO EDILIZIO

La casa editrice Giuffrè ha pubblicato, nella collana “L’Amministrativista” il commento al nuovo Regolamento Edilizio Unico su base nazionale, conseguente all’Intesa Stato – Regioni del 20 ottobre 2016.

PARCHEGGI AEROPORTUALI, SUBCONCESSIONI E RITO SPECIALE

T.A.R. Veneto, Sez. I^, ordinanza 20 aprile 2017, n° 384
Con l’ordinanza qui pubblicata il T.A.R. Veneto, pronunciando in via interlocutoria nell’ambito di una controversia -patrocinata da questo Studio sulla base dei motivi dedotti dall’Avv. Massimo Carlin- avente ad oggetto la subconcessione delle aree demaniali interne agli Aeroporti di Venezia e Treviso e l’obbligo di gara per la Società concessionaria, equiparata ad un organismo di diritto pubblico.

ACCESSO AI DOCUMENTI E OPERATORI NEL SETTORE TURISTICO

T.A.R. Veneto, Sez. I^, sentenza 10 gennaio 2017, n° 16
La pronuncia qui pubblicata ha accolto il ricorso per ostensione documentale formulato da un’Impresa operante nell’ambito del settore turistico e delle strutture balneari e volto a conseguire dal Comune copia dei documenti menzionati entro un procedimento di gara per il rilascio di concessione demaniale marittima.

LA CORTE COSTITUZIONALE DICHIARA LEGITTIMI I REGOLAMENTI EDILIZI TIPO

Corte Costituzionale, sentenza 26 maggio 2017, n° 125
Con la sentenza qui pubblicata la Corte Costituzionale, adita da ricorsi promossi dalla Regione Puglia e dalla Provincia autonoma di Trento, ha affermato che il Regolamento Unico Edilizio nazionale, conseguente alla conferenza unificata Stato – Regioni del 26 ottobre 2016 ed emanato in attuazione del comma 1 sexies dell’art. 4 del D.P.R. 6 giugno 2001, n° 380 -Testo Unico dell’Edilizia- è conforme ai principi costituzionali e non lede le prerogative regionali.

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note

ALIUNDE PERCEPTUM – PROVA TESTIMONIALE – ART. 2726 COD. CIV. – AMMISSIBILITA’

Sentenza Corte di Cassazione, Sez. III^, 9 aprile 2015, n° 7090
L’art. 2726 Cod. Civ. estende anche alla prova del pagamento “le norme stabilite per la prova testimoniale dei contratti”. La Corte di Cassazione, Sez. III^ Civile, con sentenza 9 aprile 2015, n° 7090, tuttavia, ha di recente ribadito che i limiti all’ammissibilità della prova testimoniale previsti per i contratti sono applicabili alla sola estinzione del debito nascente dalla fonte contrattuale ma non a circostanze esterne allo stesso.

Contributo unificato – sanzione ex art. 16 comma1 bis d.p.r. 115/02

contributo unificato – sanzione ex art. 16 comma1 bis d.p.r. 115/02 – impugnazione – giurisdizione commissioni tributarie – esclusione- competenza giudice ordinario ex d.lgs n° 150/11 – fondamento

Il Giudice di Pace di Trieste, Dott. Andrea Zugna, concorrendo fondati e gravi motivi, con Ordinanza resa il 31.1.2014 ha sospeso l’efficacia esecutiva dei provvedimenti emessi dall’Ufficio Recupero Crediti del Tribunale di Udine con i quali era stata irrogata la sanzione prevista dall’art. 16, comma 1 bis, D.P.R. 30 maggio 2002 n° 115 per omesso e/o insufficiente versamento del contributo unificato (fattispecie in tema di opposizione allo stato passivo ex art. 98 L.F.).

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