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GARA PUBBLICA PER LE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME

T.A.R. Veneto, Sez. I^, sentenza 27 aprile 2017, n° 399
Il T.A.R. Veneto ha reso una sentenza molto importante in materia di concessioni demaniali marittime e di pubbliche gare che i Comuni debbono indire ai fini di assegnare la concessione. Trattasi di fattispecie seguita direttamente da questo Studio e conclusasi con l’accoglimento di tutte le argomentazioni svolte dall’Avv. Massimo Carlin. La questione fondamentale è quella dell’applicazione della norma regionale veneta che fa riferimento all’obbligo di indennizzare il concessionario uscente corrispondendo il 90% del valore dell’azienda turistica insediata sull’arenile.

SOPRAELEVAZIONE E DISTANZE LEGALI

Suprema Corte di Cassazione, Sez. II^ civile, sentenza 26 aprile 2017, n° 10302
La Corte di Cassazione torna sull’argomento del rispetto delle distanze legali, dai confini o tra fabbricati, ad opera delle costruzioni edilizie realizzate in sopraelevazione. Il caso classico è quello della costruzione preesistente che si trovi a distanza non legale dal confine o dai fabbricati, per vecchie conformazioni mai contestate e non più contestabili, e venga poi ampliato in sopraelevazione mantenendo la stessa distanza inferiore del precedente manufatto. Spesso i Soggetti che richiedono l’ampliamento ritengono, o sono indotti a ritenere anche da normative locali, che sia possible la prosecuzione della costruzione sulla vecchia linea inferiore.

OBBLIGO DI REALIZZAZIONE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE

Tribunale di Vicenza, sentenza art. 281 sexies Cod. Proc. Civ. 11 aprile 2017, n° 1377
La sentenza qui pubblicata è stata pronunciata nell’ambito di una controversia patrocinata, per la Società attrice, dall’Avv. Massimo Carlin, relativa all’obbligo contrattuale di realizzare integralmente le opere di urbanizzazione, obbligo assunto dalla parte venditrice nei confronti dell’acquirente ed entro il perimetro di un Piano Urbanistico Attuativo comunale.

LINEA DI DEMARCAZIONE DEL DEMANIO MARITTIMO

Corte d’Appello di Venezia, Sez. II^, sentenza 28 aprile 2017, n° 814
La Corte d’Appello di Venezia, non definitivamente pronunciando nella causa in materia di demanio marittimo, di linea di demarcazione e di rapporti con la proprietà privata, ha stabilito che il privato proprietario per regolare atto notarile trascritto deve soggiacere ad una preesistente linea di demarcazione estesa ex art. 32 Cod. Nav., non trascritta ai Pubblici Registri e perciò non conoscibile.

ESPROPRIAZIONE, OCCUPAZIONE E DETERMINAZIONE DEL VALORE DELLE AREE

Corte di Cassazione, Sez. I^ civile, ordinanza 30 maggio 2017, n° 13532
In relazione ad una fattispecie di espropriazione per pubblica utilità la Corte di Cassazione ha analizzato le modalità di determinazione del valore delle aree interessate, facendo riferimento al “metodo sintetico – comparativo” e al “metodo analitico – ricostruttivo” quali modalità alternative, e parimenti valide, di determinazione del valore.

STRADE VICINALI PRIVATE

Consiglio di Stato, Sez. V^, sentenza 29 maggio 2017, n° 2531
Il Consiglio di Stato ha affrontato il tema dell’assoggettamento al vincolo di pubblico transito delle strade private, transito idoneo a renderle, dunque, “vicinali“. Il requisito fondamentale è quello concernente il pubblico passaggio esercitato da una collettività di persone appartenenti ad un gruppo territoriale, che si servano della strada con le caratteristiche di una servitù pubblica, ancorchè non trascritta ai pubblici registri o risultante da classificazioni amministrative.

STRADE VICINALI E DIRITTO DI USO PUBBLICO

T.A.R. Lombardia-Milano, Sez. III^, sentenza 11 marzo 2016, n° 507
La sentenza qui pubblicata torna, in termini estremamente chiari, su tema assai rilevante e di attualità che è quello dei presupposti e delle condizioni affinchè una strada, anche se di proprietà privata, possa dirsi gravata da diritto di uso pubblico e perciò qualificata come “vicinale“, col conseguente obbligo per il Comune di concorrere alla sua manutenzione. La sentenza enuncia i seguenti principi “affinché il diritto di uso pubblico della strada possa ritenersi sussistente occorre che il bene privato sia idoneo ed effettivamente destinato al servizio di una collettività indeterminata di soggetti considerati uti cives“.

SANZIONI PENALI IN MATERIA DI PAESAGGIO

Corte Costituzionale, sentenza 23 marzo 2016, n° 56
La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 181 comma 1 bis del D.Lgs. n° 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) i quali puniscono con la pena della reclusione da uno a quattro anni, anzichè con le pene più lievi previste dal precedente comma 1 (contravvenzioni di cui all’art. 44 lettera c D.P.R. n° 380/2001), coloro che, senza la prescritta autorizzazione o in difformità da essa, eseguano lavori di qualsiasi genere su immobili o aree che, per le loro caratteristiche paesaggistiche, siano stati dichiarati di notevole interesse pubblico in epoca antecedente la realizzazione dei lavori, ancorchè questi non siano di rilevante entità.

in breve:

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Editoriale

UNA SENTENZA SULLE REGOLE PER UNA VERA GARA “COMUNITARIA” (E SULL’OBBLIGO DI DIRE LA VERITA’)

T.A.R. Veneto, Sez. I^, sentenza 27 aprile 2017, n° 399
Da alcuni mesi a questa parte circola nella Regione Veneto e non solo una singolare storiella, secondo la quale vi sarebbe chi -Ente pubblico ed Operatori- avrebbe dato per primo alla luce il giusto “metodo” per rispettare le regole comunitarie e nazionali sull’obbligo di pubblica gara per le concessioni demaniali marittime. Questo “metodo” consisterebbe nel far redigere una perizia di parte ad esclusivo arbitrio del concessionario uscente, nel consegnarla al Comune che non deve nemmeno guardarla.

DISTANZE IN EDILIZIA: PRINCIPI CONSOLIDATI E (DIFFORMI) NORME REGIONALI

Corte Suprema di Cassazione, Sez. II^ civile, sentenza 26 aprile 2017, n° 10302
La Corte di Cassazione ribadisce, con la sentenza qui epigrafata, un orientamento che è consolidato da tempo e del quale, però, spesso paiono dimenticarsi sia taluni Giudici di merito che le norme regolamentari locali o, addirittura, quelle legislative regionali. I principi consolidati sono ben noti: quando si costruisce anche in sopraelevazione su edificio già esistente si devono mantenere le distanze legali da confini e da fabbricati, pur se il manufatto precedente e di cui è ampliamento si trovi “sotto distanza“; la sopralevazione dà luogo a nuova volumetria e quindi va qualificata “nuova costruzione” soggetta a permesso di costruire sostanziale ed alle regole vigenti nel momento del suo rilascio; i regolamenti locali non possono incidere derogatoriamente rispetto a tale assetto di definizioni e titoli abilitativi; le leggi regionali non possono intervenire in questa materia, che concerne i diritti soggettivi.

archivio editoriali

Pubblicazioni:




casi di studio

DEMANIO MARITTIMO, CONCESSIONI E REGOLE DI CORRETTEZZA

T.A.R. Veneto, Sez. I^, sentenza 27 aprile 2017, n° 399
La sentenza del T.A.R. Veneto qui pubblicata rende giustizia rispetto ad una serie di violazioni di legge ed omissioni procedimentali che un Comune balneare Veneto aveva compiute -e non per la prima volta- nel gestire la concessione demaniale di un importante tratto di arenile. Le regole legali invocate dall’Ente erano fuori luogo rispetto alla fattispecie da regolare, le norme generali amministrative erano state ignorate e una gara asseritamente conforme a regole comunitarie e nazionali.

COMMENTO AL NUOVO REGOLAMENTO UNICO EDILIZIO

La casa editrice Giuffrè ha pubblicato, nella collana “L’Amministrativista” il commento al nuovo Regolamento Edilizio Unico su base nazionale, conseguente all’Intesa Stato – Regioni del 20 ottobre 2016.

PARCHEGGI AEROPORTUALI, SUBCONCESSIONI E RITO SPECIALE

T.A.R. Veneto, Sez. I^, ordinanza 20 aprile 2017, n° 384
Con l’ordinanza qui pubblicata il T.A.R. Veneto, pronunciando in via interlocutoria nell’ambito di una controversia -patrocinata da questo Studio sulla base dei motivi dedotti dall’Avv. Massimo Carlin- avente ad oggetto la subconcessione delle aree demaniali interne agli Aeroporti di Venezia e Treviso e l’obbligo di gara per la Società concessionaria, equiparata ad un organismo di diritto pubblico.

ACCESSO AI DOCUMENTI E OPERATORI NEL SETTORE TURISTICO

T.A.R. Veneto, Sez. I^, sentenza 10 gennaio 2017, n° 16
La pronuncia qui pubblicata ha accolto il ricorso per ostensione documentale formulato da un’Impresa operante nell’ambito del settore turistico e delle strutture balneari e volto a conseguire dal Comune copia dei documenti menzionati entro un procedimento di gara per il rilascio di concessione demaniale marittima.

LA CORTE COSTITUZIONALE DICHIARA LEGITTIMI I REGOLAMENTI EDILIZI TIPO

Corte Costituzionale, sentenza 26 maggio 2017, n° 125
Con la sentenza qui pubblicata la Corte Costituzionale, adita da ricorsi promossi dalla Regione Puglia e dalla Provincia autonoma di Trento, ha affermato che il Regolamento Unico Edilizio nazionale, conseguente alla conferenza unificata Stato – Regioni del 26 ottobre 2016 ed emanato in attuazione del comma 1 sexies dell’art. 4 del D.P.R. 6 giugno 2001, n° 380 -Testo Unico dell’Edilizia- è conforme ai principi costituzionali e non lede le prerogative regionali.

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note

ALIUNDE PERCEPTUM – PROVA TESTIMONIALE – ART. 2726 COD. CIV. – AMMISSIBILITA’

Sentenza Corte di Cassazione, Sez. III^, 9 aprile 2015, n° 7090
L’art. 2726 Cod. Civ. estende anche alla prova del pagamento “le norme stabilite per la prova testimoniale dei contratti”. La Corte di Cassazione, Sez. III^ Civile, con sentenza 9 aprile 2015, n° 7090, tuttavia, ha di recente ribadito che i limiti all’ammissibilità della prova testimoniale previsti per i contratti sono applicabili alla sola estinzione del debito nascente dalla fonte contrattuale ma non a circostanze esterne allo stesso.

Contributo unificato – sanzione ex art. 16 comma1 bis d.p.r. 115/02

contributo unificato – sanzione ex art. 16 comma1 bis d.p.r. 115/02 – impugnazione – giurisdizione commissioni tributarie – esclusione- competenza giudice ordinario ex d.lgs n° 150/11 – fondamento

Il Giudice di Pace di Trieste, Dott. Andrea Zugna, concorrendo fondati e gravi motivi, con Ordinanza resa il 31.1.2014 ha sospeso l’efficacia esecutiva dei provvedimenti emessi dall’Ufficio Recupero Crediti del Tribunale di Udine con i quali era stata irrogata la sanzione prevista dall’art. 16, comma 1 bis, D.P.R. 30 maggio 2002 n° 115 per omesso e/o insufficiente versamento del contributo unificato (fattispecie in tema di opposizione allo stato passivo ex art. 98 L.F.).

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